Urban Rebus, Street Art pionieristica dei primi anni 2000 a Milano.
Gli Urban Rebus o anche conosciuti come MAD Rebus sono per me la linea di demarcazione che separa definitivamente la “carriera” da graffiti writer ad una forma nuova e pionieristica di street art, ed un nuovo linguaggio con nuovi intenti.
Il desiderio di comunicare la società tramite dipinti in strada era nata già qualche mese prima con gli street art logos “alberelli” (leggi articolo).
Elaborati semplici, comprensibili, concetti immediati che veicolassero un messaggio rivolto a tutti e non unicamente rivolto alla cultura underground.
Perché Il graffito è per sua natura autoreferenziale, cioè si rivolge solo a chi fa graffiti e solo chi fa graffiti ne capisce il senso, la qualità e dinamiche implicite della sub cultura del writing. Noi cercavamo altro.
Ma come nasce l’idea dei Rebus?
Io e Bros stavamo pensando a come evolvere i nostri street logos e sperimentare approcci nuovi nel comunicare con la città.
A memoria che avevo in mano un numero di “Leggo” mentre parlavamo seduti nei sedili della metropolitana, mi cade l’occhio su un cruciverba e sui giochi in ultima pagina, ed eureka!
“Facciamo dei REBUS“!
Giochi e dipinti ludici nei posti di maggior flusso di giovani, le soluzioni da ricercare su un sito internet!
I primi 6 rebus, realizzati limitrofi alle Università milanesi o posizioni di grande passaggio.
(Tutte le foto son state migliorate al massimo, ma essendo files digitali d’annata avevano qualità e colori delle prime macchine fotografiche commercio).






Questi primi 6 Rebus, son stati sufficienti per creare un boom mediatico inaspettato, il risultato che tutti parlavano dei MAD REBUS e volevano saperne di più.
Il sito internet fu uno degli ingranaggi fondamentali, finalmente gli artisti avevano un nome, un volto, una mail di contatto, si usciva una volta per tutte da quell’anonimato ferreo che contraddistingueva il mondo dei graffiti.
Una notte siamo siamo stati accompagnati da un giornalista, di cui ha fatto un pittoresco resoconto della nottata. (primo articolo su “IL GIORNO)
Qualche mese dopo, grande intervista sull’inserto del Manifesto: ALIAS. Fu dicata ai Rebus sia la copertina e quattro pagine all’interno, ricordo fu per me una grande soddisfazione.
Se avete la voglia di leggere le mie prime interviste, si comprende come avevamo le idee chiare, nette e da subito, la voglia di tracciare una grande linea di demarcazione e trovare un percorso nostro e unico nel panorama della street art.






Dopo la prima carica inziale, la spinta che ci porto a realizzare i primi 6 MAD Rebus, ne realizzammo solo altri 3 in posti e date anche molto distanti tra loro.
Le motivazioni son molteplici, soprattutto avevamo una forte personalità artistica da esprimere che inevitabilmente porta a percorsi e sviluppo di linguaggi molto diversi tra loro.
L’utilizzo del Rebus fu poi ripresa in chiave moderna per realizzare un percorso di murales a Cornaredo nel 2019 dal solo Sonda. Questi rebus di nuova concezione non avevano nessuna velleità di essere come gli originali, ma erano perfetti allo scopo di creare per la prima volta un “percorso di murales” tutti collegati tra di loro. Un lungo tragitto green che parla di mobilità ed eco sostenibilità. (Vai al Link se ne vuoi sapere di più).



Il MAD REBUS di Sonda e Bros ebbero il momento di gloria ed il suo apice nell’esposizione titolata “AH CHE REBUS!“, enigmistica nell’arte dal 1500 al ad oggi ospitata dall’Istituto Nazionale per la Grafica a Roma nel 2010.
Il percorso espositivo partiva da un bozzetto di Leonardo Da Vinci e si concludeva con MAD REBUS.
Un tributo eccezionale per me. ( Segui LINK per approfondimento).
Contenuti Speciali
In versione inedita il bozzetto di REBUS d’annata mai realizzato, l’unico bozzetto originale di del MADREBUS sopravvissuto e un progetto ludico che doveva essere il sequel di quello dei rebus : La MADematica, bozzetti di Cristian Sonda.




