Un murales contro la gentrificazione

Il murales tratta il tema della gentrificazione di Milano, della perdita di zone verdi e angoli identitari della citta, la cancellazione sistematica di zone della metropoli a discapito di interventi massivi di “riqualificazione” di quartieri popolari al fine di costruire abitazioni e uffici ambiti.

Il processo oltre ad innescare un aumento del valore gli immobili e della speculazione edilizia, tende nel lungo periodo a sostituire le classi meno abbienti con altre benestanti.

L’opera di Arte Partecipata realizzato con la partecipazione degli studenti dell’istituto “Marelli” in via Livigno a Milano, all’interno del progetto “Green Bombing”.

Lucia Landoni su “La Repubblica” del 11 Giugno 2026.

Un ragazzo osserva con sguardo malinconico un mattone da cui spuntano dei fiori colorati, mentre una Milano distopica sui toni del viola – con gru e grattacieli che affollano lo skyline – incombe sullo sfondo: il nuovo murale dello street artist Cristian Sonda, realizzato sulla facciata dell’Istituto professionale “Ercole Marelli” in via Livigno, è dedicato alla gentrificazione.

Un tema quanto mai attuale, ma molto complesso e sfaccettato, su cui Sonda ha fatto riflettere gli studenti che l’hanno affiancato nel lavoro, come accade in ogni sua opera di arte partecipata.

“La vera street art non deve avere una finalità puramente estetica e decorativa, ma veicolare un messaggio e in questo caso ne abbiamo scelto uno potente – spiega – Parlare della gentrificazione di Milano significa concentrarsi sulla perdita di zone verdi e di angoli identitari della città, sulla cancellazione sistematica di zone della metropoli a discapito di interventi massivi di ‘riqualificazione’ di quartieri popolari per costruire abitazioni di lusso e uffici attrattivi per le grandi multinazionali”.

Il che si traduce “in un aumento del valore degli immobili e nella conseguente speculazione edilizia, nonché, nel lungo periodo, nella sostituzione delle classi meno abbienti con altre benestanti – prosegue l’artista – Molti degli abitanti storici di Milano rischiano di vedersi spingere ai margini della loro stessa città. Mi è capitato spesso di girare per Milano e avere la sensazione di non riconoscerla perché ho perso molti dei punti di riferimento che un tempo mi guidavano. Penso per esempio alle zone di Citylife e di Porta Garibaldi, completamente rivoluzionate dai nuovi grattacieli. La narrazione attuale la racconta come ‘metropoli europea’ e ‘place to be’, ma in realtà Milano mi sembra sempre meno vivibile”.

Per chiarire questi concetti ai ragazzi e alle ragazze dell’istituto Marelli, Cristian Sonda è partito “da una riflessione di stampo ecologista sul verde, che oggi è sempre meno pubblico e sempre più costretto all’interno di mega condomini. Così però non appartiene più alla gente. Anche i parchi, che quando io ero ragazzo rappresentavano i principali luoghi di aggregazione per i giovani, oggi sono di quasi esclusivo appannaggio di runner che vanno a correre indossando completi alla moda e costosi – prosegue – Parco Sempione sembra Central Park. Questo meccanismo si è innescato con Expo e da allora sembra inarrestabile, ma rischia di privare Milano della propria identità più autentica, che oggi bisogna cercare in qualche scorcio”.

Per tutti questi motivi, il protagonista del murale è stato ritratto con un’espressione “volutamente triste e pensierosa. Così le persone che passano di fronte all’opera sono portate a fermarsi e a interrogarsi sul perché sia malinconico – sottolinea lo street artist – E la Milano che si vede sullo sfondo è vagamente inquietante”.

Non è un caso che l’opera sia stata realizzata in zona Dergano: “Questo è ancora un quartiere popolare, una sorta di paese all’interno della metropoli, e temi del genere sono particolarmente sentiti – conclude Cristian Sonda – I ragazzi della classe con cui ho lavorato, appartenenti a diverse culture, hanno colto molto bene il messaggio che volevo trasmettere e mi hanno aiutato con grande entusiasmo. Il senso dell’arte partecipata è tutto qui”.

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Chi sono?

Cristian Sonda

“I miei personaggi raccontano la quotidianità moderna senza giudicarla, ma semplicemente riflettendola, ponendo un accento, uno spunto di riflessione sulle problematiche sociali contemporanee.“

Nel 2007, avviene la mia “consacrazione” nella mostra al museo P.A.C a Milano, nella mostra “Street Art Sweet Art” curata da Vittorio Sgarbi.

Negli anni a seguire diverse mostre nazionali nelle gallerie italiane e fiere mercato di arte contemporanea. Nel 2012 sono stato co-ideatore di “Arte Partecipata” un progetto artistico educativo che unisce l’arte pubblica all’educazione.

La mia volontà è quella di passare ad un altro livello di compartecipazione dell’arte di strada sviluppando un concetto condiviso con la città e per la città, realizzandolo con la partecipazione delle istituzioni, dei cittadini, rendendo Cristian Sonda vettore di un messaggio da restituire al pubblico a 360 gradi.