Un progetto di arte partecipata e un murales sulla pandemia.

Questo progetto di Arte Partecipata è stato davvero molto importante sia idearlo che realizzarlo.

Sottoposto il 5 Aprile 2020 in pieno lockdown al Comune di Inveruno.

Un periodo in cui gli adulti son stati travolti da un nuovo modo di vivere la quotidianità e ansie per il futuro, gli adolescenti invece dimenticati chiusi nelle loro abitazioni, tra interminabili lezioni in remoto e ore passate tra cellulari, tv e console.

La sfida di questo progetto fu quella di dal voce a loro e farli tornare a socializzare appena possibile tramite Arte Partecipata e quindi dipingere con i ragazzi.

Il progetto è articolato su alcuni punti cardine: Incontrare i ragazzi, ascoltare le loro idee, realizzare il grande murales partecipato che includesse tutte le visioni emerse.

Applicare norme ed evitare il contagio era la parte più complessa, eppure siamo riusciti a coinvolgere oltre 80 ragazzi, in maniera sicura, scaglionati, gruppi piccoli tutti davanti un muro a dipingere.

La figurazione è impostata in maniera molto inusuale rispetto ai miei dipinti, i concetti erano così diversi tra di loro che includerli in un’unica immagine si rischiava di diventare un meltin pot poco comprensibile, si è pensato quindi di ideare un “percorso visivo” per immagini.

I murales parlano di Coronavirus, ecologia data dall’effetto lockdown, il futuro che ci aspetta al di là dei semplicistici ” andrà tutto bene“, la nuova dimensione del lavoro in in casa, la solitudine e il senso di costrizione in casa, la felicità ne poter comunque comunicare con i propri cari in questa epoca di iper connettività.

Un ultimo murale di apertura e speranza nel futuro: La mascherina trasformata in in vela per parapendio al tramonto di questo periodo complesso.

Il filo di unione sono questi strappi di carta tra i murales, che sono come dei poster, dei ricordi strappati dalla memoria dei nostri ragazzi e riposti a parete come testimonianza.

Dei progetti di Arte Partecipata nati nel 2012, questo in particolare è stato uno dei più belli e carichi di significato e motivazioni.

Vi lascio alle immagini e dettagli e contenuti video e multimediali.

Una passeggiata a fianco al murale terminato nel video sotto.

Youtube video
La Repubblica

Chi sono?

Cristian Sonda

“I miei personaggi raccontano la quotidianità moderna senza giudicarla, ma semplicemente riflettendola, ponendo un accento, uno spunto di riflessione sulle problematiche sociali contemporanee.“

Nel 2007, avviene la mia “consacrazione” nella mostra al museo P.A.C a Milano, nella mostra “Street Art Sweet Art” curata da Vittorio Sgarbi.

Negli anni a seguire diverse mostre nazionali nelle gallerie italiane e fiere mercato di arte contemporanea. Nel 2012 sono stato co-ideatore di “Arte Partecipata” un progetto artistico educativo che unisce l’arte pubblica all’educazione.

La mia volontà è quella di passare ad un altro livello di compartecipazione dell’arte di strada sviluppando un concetto condiviso con la città e per la città, realizzandolo con la partecipazione delle istituzioni, dei cittadini, rendendo Cristian Sonda vettore di un messaggio da restituire al pubblico a 360 gradi.