Cascina Torchiera è uno spazio culturale autogestito a Milano, chi bazzicava nel capoluogo meneghino a cavallo tra gli anni ‘90 e 2000 probabilmente conosce lo spazio o ci ha passato almeno una serata.

“Il Torchiera” ha dato asilo a giocolieri e circensi, laboratori di teatro e sede della “Banda degli Ottoni”, solo per citare a memoria alcune delle attività principali e aiutavi ad inquadrare lo spazio, che impegnava molta energia in attività culturali e nelle arti, anche sviluppando festival e appuntamenti che negli anni son diventati leggendari.

Cascina Torchiera essendo un progetto autogestito in uno spazio occupato, è privo di uno dei servizi primari: L’acqua.

Nel 2010 nasce la volontà di realizzare un dipinto satirico da donare a quella realtà, un murale che ironizzasse sulla criticità dello spazio: la mancanza di acqua corrente e la difficoltà nel procurarsela.  La figurazione si esprime in un rabdomante circense nell’atto di ricercare delle nuove sorgenti d’acqua, che infine ritrova nelle più iconiche fontanelle pubbliche del Comune di Milano.

L’opera nasconde una seconda versione del dipinto con le persane aperte, difatti cambia del tutto la figurazione che si trasforma in un cuoco!  La parete che ospita il dipinto è di fatto la cucina di Cascina Torchiera.

Nel proseguo alcuni ritrovamenti nel mio archivio digitale, tra cui il bozzetto e degli scatti livepainting rimasti inediti fino ad oggi.

Chi sono?

Cristian Sonda

“I miei personaggi raccontano la quotidianità moderna senza giudicarla, ma semplicemente riflettendola, ponendo un accento, uno spunto di riflessione sulle problematiche sociali contemporanee.“

Nel 2007, avviene la mia “consacrazione” nella mostra al museo P.A.C a Milano, nella mostra “Street Art Sweet Art” curata da Vittorio Sgarbi.

Negli anni a seguire diverse mostre nazionali nelle gallerie italiane e fiere mercato di arte contemporanea. Nel 2012 sono stato co-ideatore di “Arte Partecipata” un progetto artistico educativo che unisce l’arte pubblica all’educazione.

La mia volontà è quella di passare ad un altro livello di compartecipazione dell’arte di strada sviluppando un concetto condiviso con la città e per la città, realizzandolo con la partecipazione delle istituzioni, dei cittadini, rendendo Cristian Sonda vettore di un messaggio da restituire al pubblico a 360 gradi.

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