Lettere wildstyle su muro nella provincia di Milano.

Il muro è quello “solito” di Bollate, uno spazio dove a suo tempo ci si poteva sbizzarrire a fare graffiti senza il rischio che finisse la parete. Pareti che frequentavamo spesso in quegli anni.

A memoria era un giorno qualsiasi sul finire dell’estate 2006, un pomeriggio passato al muro con l’amico e writer Seil2.

Lui come me ha fatto i suoi studi sul movimento del graffito, dinamicità, flow, bilanciamento delle lettere mescolato a colorazioni più personali possibili, per evitare quello stereotipo wildstyle importato pari pari dalle Americhe.

Quando affronti un percorso del genere e provi a mescolare tutto nel calderone, il primo problema da affrontare è come mantenere delle lettere potabili e distorcerle secondo il movimento che hai in testa, evitando loro di far perdere “leggibilità” e visibilità delle singole lettere. Quando ci riesci, il graffito comincia ad essere personale, almeno un po’.

seil2

Chi sono?

Cristian Sonda

“I miei personaggi raccontano la quotidianità moderna senza giudicarla, ma semplicemente riflettendola, ponendo un accento, uno spunto di riflessione sulle problematiche sociali contemporanee.“

Nel 2007, avviene la mia “consacrazione” nella mostra al museo P.A.C a Milano, nella mostra “Street Art Sweet Art” curata da Vittorio Sgarbi.

Negli anni a seguire diverse mostre nazionali nelle gallerie italiane e fiere mercato di arte contemporanea. Nel 2012 sono stato co-ideatore di “Arte Partecipata” un progetto artistico educativo che unisce l’arte pubblica all’educazione.

La mia volontà è quella di passare ad un altro livello di compartecipazione dell’arte di strada sviluppando un concetto condiviso con la città e per la città, realizzandolo con la partecipazione delle istituzioni, dei cittadini, rendendo Cristian Sonda vettore di un messaggio da restituire al pubblico a 360 gradi.