NUOVI COLORI 2015

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Cristian Sonda

NUOVI COLORI 2015

Scuola Primaria di Seguro

 

Anche quest'anno con la collaborazione dei ragazzi dell'associazione di Nuovi Colori abbiamo realizzato alla scuola primaria di Seguro,il nostro concept, un cocktail tra didattica e streetart, quest'anno incentrato su Expo2015. Ho voluto sperimentare un nuovo modo di affrontare il progetto, concependo i disegni come l'illustrazione di una favola inedita scritta da Elsa Russo, cosi, come fosse un libro dalle pagine aperte a tutti quelli che vogliono leggere una storia. il processo didattico e progettuale da parte di Nuovi Colori è stato fondamentale per la riuscita del progetto. 

Trovate all'interno del post immagini sulla fase didattica all'interno delle scuole fino alla fase realizzativa insieme agli studenti.

For the third year of collaboration with the group of Nuovi Colori, we realized a new project that is a mix between schooling and streetart following the concept about "Expo2015". At this time I wanted to experience a new way of painting, illustrating a tail written by Elsa Russo ( unfortunately only in Italian ). The work is like an open pages of a book that everyone can read... it's very rewarding to see people reading on the street !

Inside the post a lot of pics about the " teaching time " and " painting time " of the school's chidren.

 

inizio

 

 

La Fiaba di Elsa Russo 

"Marco Saltapanza e la cupola della cuccagna"

 

1

“Altri tre Piggies eliminati da Chuck”. La sua missione era quasi finita. Un ultimo passo e… Buio! Tablet spento, tv spenta, luci, lavatrice, dolby surround, microonde…tutto spento!
“È già ora di andare a dormire?”, si chiese Marco Saltapanza.
“Si tratta di un black out piccolo mio”, gli disse la mamma accorsa velocemente in cameretta.
“Un black out? Ma come, l’elettricità non é, forse, infinita?”, pensò Marco.
“Stanno riparando l’Albero della Vita ” proseguì la mamma, “ hanno tolto la corrente a tutta la città, così da far risplendere ancor di più il nostro meraviglioso Albero”.

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" Ma Marco Saltapanza non era convinto. “Di cosa stava parlando la mamma? Un albero della vita? Che producesse piccoli neonati di ogni razza da regalare ai bambini in cerca di un fratellino?!” si disse tra sé e sé " 

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" Dopo quasi due ore di black out, dopo aver provato tutte le seicento distinte molle del suo letto e aver mangiato circa mezzo chilo di gelato, “perché, lo sapeva bene, sprecare il cibo era sbagliato” , Marco non sapeva più che fare.
Così, per caso, si affacciò alla finestra e subito rimase incantato dallo strano spettacolo che brillava da lontano. Una sfera, o forse una cupola, splendeva all’orizzonte piena di luci, di colori, di suoni e di raggi al neon." 

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“Perfetto”, si disse, “lì sicuramente troverò una presa alla quale attaccare il mio tablet”.
Con una scusa qualsiasi Marco Saltapanza uscì di casa, prese la bicicletta e iniziò il suo viaggio. “Tanto”, pensò, “c’è la pista ciclabile per tutta la città”. 

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"Ma chi aveva progettato quelle corsie rosse doveva aver confuso il nord con il sud e l’est con l’ovest. Dopo circa un’ora si rese, infatti, conto di aver pedalato all’insù invece che in avanti, di aver voltato a destra ogni volta che voleva andare a sinistra e di aver girato a vuoto in rotonde senza via d’uscita.
“Proseguirò a piedi. In questo modo non mi confonderò”.

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" Ma intorno non c’era neanche un albero al quale legare la sua Bmx, così, abbandonata la sua due ruote vicino al cancello di un palazzo, Marco si incamminò a piedi seguendo cartelli stradali che lo facevano tornare al punto di partenza, saltellando su marciapiedi che sembravano fatti di groviera e aggirando cantieri sovrastati da enormi gru di acciaio come mostri alla guardia di cimiteri di macerie ormai dimenticati.
Ogni volta che Marco pensava di aver raggiunto la meta, questa improvvisamente si faceva sempre più lontana, quasi la cupola avesse ruote e motore con cui spostarsi. "

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"Per non parlare poi di quel grosso canale che dovette aggirare! Un fiume di acqua nera si era sostituito al parco giochi e lì, dove un tempo si alternavano altalene, scivoli e castelli di legno, ora si intervallavano piccoli stagni abitati da zanzare, pesci fosforescenti e rottami di metallo.
Ma quando stava ormai per gettare la spugna e tornare a casa ecco che la cupola gli si parò davanti. Era stupenda. Colorata, splendente, illuminata e…profumata! “Quello era odore di…cibo!!”

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" Si avvicinò alla parete di vetro, alitò sopra un angolino, vi passò sopra la manica della giacca per pulire la superficie, poggiò l’occhio e rimase incantato. Sembrava che qualcuno avesse radunato lì tutto il cibo del mondo! 
“Forse è questo l’Albero della Vita!”, ragionò, mentre il suo stomaco iniziava a reclamare un po’ di tutta quell’abbondanza. "

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"Si tirò in piedi e si mise a correre in cerca della porta d’entrata, e quando finalmente ci si trovò davanti fu a tal punto preso dall’emozione che la pancia iniziò ad emettere profondi e rumorosi boati. "
L’insegna sopra all’uscio diceva: “Convegno della Cuccagna . Ingresso libero. Cibo per tutti”. 

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" Dopo circa un’ora, con le budella che borbottavano fece per entrare quando venne bloccato: “Dove credi di andare?”.
“Fammi entrare!” , rispose Marco.
“Mi spiace, ma non puoi. Solo chi ha già la pancia piena può visitare la cupola e continuare a riempirsi lo stomaco”. 
“Ma che sciocchezza”, urlò Marco, “non c’è forse scritto cibo per tutti?! Io ho fame, fameeeee…!!!!”. 

10Ma l’omaccione, senza rispondere, lo scaraventò sul marciapiede. 
Rattristato Marco si incamminò verso casa sconsolato.
“Certo che è strano”, rifletté, “fare una cupola piena di cibo per persone che hanno la pancia già piena e lasciare la città al buio per un Albero che non si può vedere”.

 12

 Fine. 

 

Cristian Sonda e Nuovi Colori 2015.

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