BACK TO THE FUTURE

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Bros e Sonda Back to Future

 

Scrive Luca De Vito su La Repubblica :

Dieci anni dopo, Bros e Sonda tornano a dipingere sulle cabine elettriche che li hanno resi celebri. Rivivono così il "robottino" e "l'alberello", due icone della street art meneghina dei primi anni 2000 e marchio di fabbrica di due dei più celebri esponenti di questa forma d'arte. Realizzati nell'ambito del progetto di A2a che ha concesso a writer e street artist di colorare le cabine elettriche di Milano, Bros e Sonda per una notte hanno deciso di tornare allo stile di un tempo. Anche se ormai per i due, sia da un punto di vista artistico che di vita, molto è cambiato. "Per noi è stata un'occasione per rivivere un'esperienza che avevamo già ampiamente sviluppato negli anni dal 2003 al 2005 - hanno detto i due artisti - Per ottenere quello che avevamo già fatto ci voleva lo stesso spirito con cui queste cabinette erano state dipinte agli inizi del 2000. Quindi una domenica sera, lontana dagli impegni di lavoro, abbiamo deciso di andare a riprenderci quello che era nostro. In poche ore siamo riusciti a riconquistare porzioni di città e alla fine della scorribanda notturna ci siamo resi conto di aver restituito un paesaggio che è nella memoria visiva di Milano e dei milanesi". Moltissimi i messaggi ricevuti dai due street artist, soprattutto da parte di chi si ricordava di quei lavori quando furono dipinti la prima volta. Segno che forse "il robottino" e "l'alberello" sono ormai a pieno titolo dei simboli di Milano. 

Scrive Italian Factory :

Tra gli episodi più curiosi e interessanti, da segnalare un Bros e Sonda in pieno revival storicistico che, come già prima di loro il “pictor optimus” De Chirico (che era notoriamente uso retrodatare, con imprevedibile spirito pre-concettuale, le sue opere tardive), hanno realizzato quattro cabine “d’annata”: ovvero riprodotte, in tutto e per tutto, esattamente come le avevano dipinte, insieme, nel 2004/2005 (con tanto di firma retrodatata). Un modo per rivendicare, orgogliosamente, che, loro, quell’operazione l’avevano già fatta, illegalmente, dieci anni fa, e che ora si sono semplicemente ripresi “quello che era loro”. Ma non solo. Le centraline, infatti, con quello stile ormai fortemente datato, e con tanto di anni “2004” e “2005” spruzzati a bomboletta, appaiono spiazzanti, proprio per l’improbabile perfetto stato in cui sono conservate (cosa impossibile, se fossero autentiche), creando stupore, divertimento e un senso di sorpresa. Ancora una volta, insomma, un perfetto lavoro in chiave pop concettuale: ironico, divertito e divertente, ma allo stesso tempo impeccabile sul piano teorico.

 

 

 

 

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