|
"EXIBART"
resoconto
December
Project
Napoli, NotGallery
Alla
ricerca di una metrica originale, lontano dalla strada. Cinque writer
nostrani reagiscono in modo diverso ai vincoli dellindoor. Tra
cristi sofferenti e incesti, lopzione decorativa si rivela
estenuante ma vincente...
pubblicato
martedì 17 febbraio 2009
Sfida
sempre affascinante e rischiosa quella di ospitare le diverse specie
dellarte urbana nel recinto di una galleria. Lartista può
essere domato ma non addomesticato, pena lo stravolgimento dello
stile.
In assenza di spazi (quasi) aperti, interrotti soltanto
dalle barriere architettoniche delle quinte urbane, il committente e
lartista sono costretti a reinventarsi una nuova metrica, un altro
codice daccesso allopera, come nellefficace Password
(2008) di Walter Picardi. I suoi sette dischi di tela,
ricoperti in nero acrilico, compongono un inno tautologico alla
cultura digitale, per una generazione di artisti urbani che sa
utilizzare mascherine e bombolette, ma anche Photoshop e i siti di
social network.
Meno riuscito laltro lavoro dellartista
napoletano, che utilizza cemento e capelli sintetici, r emixando
le provocazioni già archiviate di Cattelan e Giovanni
Anselmo in uninstallazione che non va da nessuna parte: lo
stile di strada è addomesticato e stravolto.
Forse per
Cristian Sonda, esponente di un figurativo mordace, il compito
era più facile, trattandosi soltanto di adattare il formato
del suo bestiarium alle dimensioni dun appartamento. Le
figure di Sonda hanno sempre un naso da Pinocchio, cascante come una
proboscide, che separa due occhi minuscoli e troppo distanti fra
loro. Aspettando che un produttore televisivo bussi alla sua porta
per commissionargli i disegni per una serie animata adult-oriented,
Sonda racconta le mille e una nevrosi della città, fra
traffico stradale, incesti e inquietanti simboli del potere. In 00
Domini - Infinito Domini (2008), lartista milanese dipinge un
antipapa ghignante avvolto nel verde, un ministro dellinfinito
potere terreno e spirituale della religione inespugnabile.
Il
tono complessivo dei lavori selezionati da Mara De Falco è
vivace e decorativo, lontano dal mood dark della scena di Bristol del
Banksy del periodo dei primi vagiti trip hop.
Gli artisti
in mostra a Napoli non hanno dimenticato le radici della strada, ma
forse non amano citarle, a eccezione di Iabo, che ingabbia
piccoli simboli della modernità in stile Keith Haring
in un telaio di sei caselle. Torre Eiffel, Statua della Libertà
e una croce cristiana sono accoppiate a un fallo sulle tre righe di
una tabella dai contorni marcati e densi. E la critica agli aspetti
deteriori, "pornografici" del potere è servita in
salsa East coast.
I romani invece rispondono ai vincoli
dell'indoor con un decorativismo estenuante e vincente. Nel dittico
Lorando SanoreJbrock affoga un Cristo
soffrente e un volto mariano nel verde acrilico. I due ritratti sono
solcati da curve, come sulla superficie di un disco in vinile
scratchato da Dj Gruff. (2008),

Più
raffinate alcune creazioni di Diamond, che incastona trame
urbane su stoffa damascata e croci in legno, dove spiccano due sagome
femminili che sembrano disegnate per le vetrate di una cattedrale
progettata il secolo scorso dal simbolista Stanislaw Wyspianski.
E lo Stile maiuscolo è servito ancora al pubblico, uno di
quelli veri, per intenderci.
giuseppe
sedia
mostra visitata il 4 febbraio 2009
|